Strumento gratuito · 45 servizi riconosciuti · nessuna registrazione
Il tuo sito ha bisogno del banner cookie?
Quarantacinque servizi riconosciuti e diciassette piattaforme di consenso. Ma non conta solo quali tracciatori hai: conta se partono prima o dopo che il visitatore ha detto sì. Gratis, senza registrazione, senza salvare niente.
Ogni servizio trovato viene detto con il suo nome, non con una sigla. E la verifica non si ferma a elencarli: legge la tua informativa privacy e ti dice quali non sono dichiarati.
Le cinque risposte possibili
Il numero dei tracciatori conta meno di quanto si creda. Quello che cambia tutto è il rapporto fra i tracciatori e il consenso, e le combinazioni sono cinque.
Niente da chiedere
Nessun servizio che richieda il permesso, e nessun banner. È la situazione più semplice e la più rara: non serve nessun avviso, perché non c'è nulla per cui chiederlo. Un sito così carica prima e non fa cliccare nessuno per niente.
Nessun consenso
Ci sono tracciatori e non c'è niente che raccolga il permesso. Partono al primo caricamento, prima che il visitatore possa dire qualcosa.
Il banner c'è ma non blocca
La situazione più diffusa, e la più insidiosa: c'è la piattaforma di consenso, ma i tracciatori partono lo stesso. Chi ha il sito di solito crede che il problema sia risolto proprio perché il banner c'è.
Probabilmente a posto
C'è la piattaforma e i tracciatori aspettano il permesso prima di partire. È il comportamento corretto. Se il blocco funzioni davvero si vede solo caricando la pagina in un browser, e il rapporto lo dice invece di far finta di saperlo.
Banner inutile
C'è il banner e non c'è niente da chiedere. Rallenta il sito e fa cliccare la gente per niente. Succede più spesso di quanto sembri, di solito perché un plugin è rimasto acceso dopo che i tracciatori sono stati tolti.
Cosa dice la tua informativa
Questa è la parte che quasi nessuno controlla. Lo strumento cerca la tua privacy policy fra i collegamenti della pagina, ne legge il testo, e verifica se nomina i servizi che ha trovato nel codice.
Un elenco di servizi presenti ma non dichiarati è la contestazione più facile da muovere: chiunque può aprire il sorgente della pagina e verificarla in un minuto.
Quello che non può dire è se l'informativa sia scritta bene, se le finalità dichiarate siano corrette o se le basi giuridiche siano quelle giuste. Quello è lavoro da legale, e uno strumento automatico non ci si avvicina.
Chi deve chiedere il consenso
In generale il consenso preventivo serve per i cookie e le tecnologie di tracciamento che non sono strettamente necessari a far funzionare il sito. I cookie tecnici non lo richiedono, ed è la ragione per cui alcuni siti legittimamente non mostrano nessun banner.
Dove passi la linea nel tuo caso specifico non te lo può dire uno strumento, e nemmeno io. Quello che questa pagina fa è dirti cosa carica il tuo sito e cosa dichiara la tua informativa: due fatti verificabili, da portare a chi di dovere.
Domande frequenti
Se il risultato è pulito, sono a posto con la legge?
No, e nessuno strumento può dirlo. Questa verifica guarda il codice della pagina e il testo dell'informativa. Non sa se il tuo modulo di contatto manda i dati da qualche parte, non sa cosa fa il tuo gestionale, non sa se hai un registro dei trattamenti. Ti dice che dal lato del sito, per quello che è verificabile nel codice, non ci sono tracciatori non dichiarati. È una parte del quadro, non il quadro.
Perché non mi dice quali cookie vengono scritti?
Perché dal server non si vedono. I cookie nascono quando gli script girano nel browser: nel codice che il server consegna non esistono ancora. Uno strumento che dal lato server ti elenca i cookie del tuo sito o li indovina, o li ha presi da un elenco preconfezionato. Per contarli davvero serve l'estensione per il browser.
Ho il banner di un servizio famoso: basta?
Dipende da come è configurato. Un banner installato e mai configurato mostra l'avviso ma non blocca niente, e in quel caso non sta facendo il suo lavoro. È esattamente la situazione che questa verifica prova a riconoscere: quando la piattaforma di consenso c'è ma i tracciatori partono lo stesso, senza aspettare il permesso.
Quanti servizi riconosce?
Quarantacinque, dai più diffusi ai più di nicchia, e diciassette piattaforme di consenso. Se il tuo sito ne carica uno che non conosco non comparirà: il rapporto dice sempre quanti ne ha cercati, così sai qual è il confine di quello che hai letto.
Legge anche la mia privacy policy?
Sì, se riesce a trovarla dai collegamenti della pagina. Legge il testo e verifica se i servizi trovati nel codice sono nominati. Non valuta come è scritta, se le finalità dichiarate siano corrette o se le basi giuridiche siano quelle giuste: quello è lavoro da legale.
Quante pagine legge?
Una, quella che indichi. I tracciatori si caricano dal modello del sito: se Google Analytics c'è, c'è su tutte le pagine, e scansionarne duecento per ritrovare le stesse quattro righe sarebbe uno spreco. Se sospetti che una pagina particolare carichi qualcosa in più — un modulo, un video, una mappa — indica direttamente il suo indirizzo.
Gli altri strumenti
L'analisi completa guarda il lato tecnico e di posizionamento: dati strutturati, indicizzazione, velocità misurata, e quali motori IA riescono a leggere il sito. La verifica delle posizioni dice in che posizione compari su Google per le tue parole chiave. La verifica di accessibilità controlla 35 criteri WCAG 2.1 AA.
Se quello che trovi qui lo deve sistemare qualcuno, è il lavoro che faccio: scrivimi e ne parliamo.